Ma il giorno libero? Un corretto approccio alla dieta.

Cos’è lo sgarro?

Sgarrare significa venire meno ad un compito, sviare una regola. Nell’immaginario di tutti quindi lo sgarro alla dieta significa venire meno allo schema dietetico. Quando con voce implorante chiedi al nutrizionista se ti è concesso un giorno di sgarro, stai inviando le tue suppliche nella direzione sbagliata.
Non è lo schema dietetico a far le regole, a dettarle è la fisiologia. Poniamo per esempio che tu voglia dimagrire, in questo caso c’è un solo comandamento “instaura un deficit calorico”. Dovrai seguire quindi un’alimentazione che apporti meno calorie di quelle che consumi. Purtroppo la fisiologia è un capo integerrimo e non accetta deroghe, se manca il deficit energetico non dimagrisci.

Lo sgarro che fa danno

Molti pensano che basti seguire pedestremente la dieta per sei giorni per guadagnarsi una folle giornata in cui tutto è concesso. Finiscono così per faticare una settimana intera solo per tamponare gli eccessi di 24 ore e spesso questo rallenta o addirittura impedisce ogni progresso.

Quello che capita spesso è che dopo una settimana di sudata restrizione , arrivati al giorno libero, non solo ci si sente legittimati a sgarrare, ma si sente il patriottico dovere di fare piazza pulita di tutto ciò che passa sotto il naso.

Questo non solo è controproducente in termini di risultati estetici o metabolici (per esempio desideri ridurre il colesterolo) ma è anche inutile nell’ottica di un cambiamento più ampio. La mia personale visione della dieta è anche della costruzione di un migliore e più sano rapporto con il cibo. Come può un via libera all’abbuffata migliorare il tuo rapporto con il cibo?

Il lieto fine

Ti avevo promesso un lieto fine no? La fisiologia è un legislatore severo sì, ma giusto. Nell’ambito delle sue regole hai piena libertà di movimento. Poniamo per esempio che per dimagrire tu debba assumere 2000 calorie al giorno, puoi toglierti tranquillamente lo sfizio di una pizza, è sufficiente rientrare in quelle 2000 kcal giornaliere. Se anche questo non avviene, non disperare. Non si ingrassa in ore e nemmeno in giorni, si ingrassa sul medio-lungo termine, è quindi la media delle calorie assunte nei 7-10 giorni a fare veramente la differenza.. Se oggi introduci 2500 kcal, ti basterà introdurne 500 in meno nei prossimi giorni e la dieta sarà salva.

Come in molte cose della vita quindi la libertà ti responsabilizza, non esiste un giorno in cui si ribaltano le regole della fisiologia e tutto ciò che mangi è magicamente privo di calorie. Esiste solamente un modo responsabile di alimentarsi, fatto di corrette scelte ma anche di piccoli piaceri e sfizi che di cui non ha alcun senso privarsi.

Un’ultima riflessione…

Qualunque risultato nella vita si cerchi di raggiungere richiede quasi sicuramente un cambiamento delle proprie abitudini, visto che probabilmente ciò che si è fatto fino a quel momento non è corretto o comunque sufficiente. Per cambiare abitudini serve una forte, fortissima spinta motivazionale che solo il desiderio di vedere realizzato il tuo obiettivo può darti. Se quando inizi una dieta la tua prima preoccupazione è se un giorno a settimana puoi riprendere le vecchie abitudini, chiediti se sei veramente motivato a cambiare.

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